AUROBINDO YOGA SADHANA

Gennaio 2025

26 Gennaio 2025

Nel nostro mondo la vita si sostiene recuperando energie dal mondo vitale circostante e cerca di sopravvivere alla morte attraverso la procreazione.

Lo stimolo della fame incita l’animale a cercare nutrimento e lo stimolo della riproduzione incita l’animale a cercare un partner. La fame e la passione sono i due grandi impulsi che mantengono attivo il processo della vita sulla Terra.

L’intero mondo vivente è soggetto alla fame e alla passione. Tutti gli esseri viventi mangiano e generano altre vite. Ciascuna forma vivente è in pratica cibo per altre creature viventi e allo stesso tempo un possibile partner per la procreazione.

Lo sforzo costante della vita nell’organismo individuale di mantenere la sua forza e il suo potere originali o di aumentarli, produce il senso del desiderio. A fianco del desiderio del cibo e del sesso, nascono tutti gli altri desideri. L’intero mondo vitale è ossessionato dal desiderio e dalla volontà di accumulare energie vitali.

Stimolata dal desiderio, la vita entra in contatto con le cose nel mondo. Il contatto con le cose produce piacere o repulsione, che la vita esprime attraverso le emozioni. Il desiderio (in qualunque forma: fame, passione, etc.) e l’emozione sono movimenti della vita assai comuni.

In tutti gli animali, il desiderio è generato e agisce nell’essere vitale. Negli animali superiori, l’impulso, già visto dall’essere vitale, viene trasmesso alla mente. La mente traduce la sensazione vitale in pensieri. Così, la vita di un essere è caratterizzata dal desiderio, dall’emozione e dal pensiero. Queste sono le attività esteriori della vita di un essere.

In più ciascun essere deve la sua esistenza a principi cosmici e figura come forma transitoria del divenire incessante della vita. La vita è una forza universale ed è uniformemente presente in tutti gli esseri viventi, anche se in essi prende innumerevoli forme.

Vediamo infatti che non tutte le creature si comportano allo stesso modo. L’aggressività, la ferocia, la timidezza, la paura, la fedeltà, l’ingegnosità, la pazienza sono qualità, o specializzazioni della coscienza della vita, presenti in ciascuna specie (o persino in ciascun individuo) in gradi diversi.

Un essere vivente è sempre un tutt’uno come movimento di coscienza. Allo stesso tempo questa totalità è stratificata per gradi (cosciente, subcosciente, incosciente).

Negli animali la maggior parte della coscienza che governa la loro vita generale e che dà responsi al mondo esterno è submentale e quindi oscura. La vita di un animale è guidata infatti dall’istinto. Raramente l’animale è completamente consapevole delle sue attività. La risposta di un animale al mondo esterno è perlopiù automatica.

Possiamo osservare dalla sua vita quotidiana e dagli aspetti mutevoli del suo comportamento un riflesso sommario delle attività che procedono ai livelli vitale e mentale-vitale.

Non tutta la vita animale è priva di consapevolezza. Tutti gli esseri viventi hanno una mente nelle loro profondità segrete. Il potere mentale accresce con l’ascesa nella scala evolutiva. Gli animali superiori imparano come reagire al mondo circostante e molti di loro danno buona prova d’intelligenza.

Ma fra le innumerevoli forme di vita soltanto l’uomo possiede una marcata mentalità cosciente. Altri animali, pur capaci di sporadici pensieri, non sembrano possedere una ben definita mente cosciente. L’umanità ha vinto questo privilegio dalla Natura.

Attraverso l’evoluzione delle specie, la Natura ha cercato di realizzare l’ideale configurazione di essere vivente che potesse incorporare lo Spirito nella natura terrestre. Il corpo è solo uno strumento per questo tentativo. È un simbolo delle coscienze invisibili che si manifestano attraverso a esso. Dietro alla forma del corpo sono al lavoro la vita, la mente e lo spirito, anche se noi possiamo vedere solo alcuni dei loro riflessi esteriori.

Vivendo un’esistenza vitale soltanto, l’umanità non raggiungerà una maggiore superiorità. È richiesta una coscienza maggiore: la Supercoscienza.

Sri Ranajit

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∙ Quando avremo superato ogni sapere, allora otterremo la Conoscenza; la ragione ci fu d’aiuto, la ragione ci è d’ostacolo.

∙ Quando avremo superato ogni velleità, allora otterremo il Potere; lo sforzo ci fu d’aiuto, lo sforzo ci è d’ostacolo.

∙ Quando avremo superato ogni godimento, allora otterremo la Beatitudine; il desiderio ci fu d’aiuto, il desiderio ci è d’ostacolo.

∙ Quando avremo superato l’individualizzazione, allora saremo Persone reali; l’ego ci fu d’aiuto, l’ego ci è d’ostacolo.

∙ Quando avremo superato la condizione umana, allora saremo l’Uomo; l’animalità ci fu d’aiuto, l’animalità ci è d’ostacolo.

Sri Aurobindo - Thoughts and Glimpses