AUROBINDO YOGA SADHANA
Gennaio 2025
12 Gennaio 2025
Oggi è l'anniversario della nascita di Swami Vivekananda
"Ho perso ogni desiderio di salvezza personale, possa io rinascere continuamente e patire migliaia di sofferenze, così da poter adorare l’unico Dio che esiste, l’unico Dio in cui credo, la somma totale di tutte le anime; il mio Dio, soprattutto, l’oggetto speciale della mia adorazione, è il criminale, il mio Dio è il miserabile, il mio Dio è il povero di tutte le razze, di tutte le specie.
Quello che è l'alto e il basso, il santo e il peccatore, il dio e il verme, Lui adora, il visibile, il conoscibile, il reale, l’onnipresente; spezza tutti gli altri idoli.
Quello dove non c’è né una vita passata né una nascita futura, né la morte né una dipartita o una venuta, in cui siamo sempre stati e sempre saremo uno, Lui adora; spezza tutti gli altri idoli."
Swami Vivekananda
Il cristiano ti chiederà di credere nella sua religione, di credere in Cristo, e di credere in Lui come l'incarnazione di Dio, di credere in un Dio, in un’anima, e in una migliore condizione per quell’anima. Se gliene chiedo la ragione, mi dirà “Nessuna, è ciò a cui credo”.
Ma se vai alla sorgente originaria della Cristianità scoprirai che è basata su un’esperienza: Cristo ha detto di aver visto Dio; i suoi discepoli hanno detto di aver percepito Dio; e così via. In modo simile, nel Buddismo, c’è l’esperienza del Buddha – Egli fece l’esperienza di certe verità, le vide, venne in contatto con esse, e le predicò al mondo. La stessa cosa con gli Indù – nei loro testi, gli autori, che vengono detti Rishi o saggi, dichiarano di aver esperito certe verità, e sono queste che predicano.
Così risulta chiaro che tutte le religioni del mondo sono state erette sull’unico fondamento universale e adamantino della nostra conoscenza: l’esperienza diretta. Tutti i maestri Lo hanno visto, Dio; hanno visto le proprie anime, ne hanno percepito l’eternità, hanno visto il loro futuro, hanno visto ciò che hanno predicato.
I maestri della scienza dello Yoga quindi dichiarano non solo che la religione si basa sulle esperienze dei tempi antichi, ma che nessuno può essere religioso fintantoché non ha avuto lui stesso le medesime percezioni. Lo Yoga è la scienza che ci insegna a ottenere queste percezioni. [...]
Perché tutta questa agitazione, tutta questa lotta e tutto questo bisticciare in nome di Dio? C’è stato più spargimento di sangue in nome di Dio che per ogni altra causa, e la ragione è che non si è mai andati alla sorgente originaria; ci si è accontentati di dare un assenso mentale alle consuetudini dei propri progenitori, volendo che anche gli altri facessero lo stesso.
Che diritto ha un uomo di dire che ha un’anima se non la percepisce, o che c’è un Dio se non Lo vede? Se c’è un Dio dobbiamo vederLo, se c’è un’anima dobbiamo percepirla; altrimenti è meglio non credere. È meglio essere un ateo dichiarato che un ipocrita.
Da una parte, al giorno d'oggi, l’idea delle persone “istruite” è che la religione e la metafisica, e ogni ricerca di un qualche Essere Supremo, siano futili; dall’altra, l’idea delle persone semi-istruite sembra essere che queste cose non abbiano un reale fondamento e che l’unico valore che posseggono è in quanto costituiscono delle forti motivazioni a fare del bene al mondo. Se gli uomini credono in Dio, possono diventare buoni e morali, e così essere dei buoni cittadini.
Non possiamo biasimarli per avere delle idee simili, vedendo che tutto l’insegnamento che questi uomini ricevono è semplicemente di credere in un’eterna tiritera di parole, senza alcuna sostanza dietro a esse. Gli viene chiesto di vivere di parole; lo possono davvero fare? Se vi riuscissero, non avrei la minima considerazione per la natura umana. L’uomo vuole la verità, vuole esperire la verità egli stesso, comprenderla, realizzarla, sentirla nel più profondo del cuore; soltanto allora, dichiarano i Veda, tutti i dubbi svaniranno, ogni oscurità verrà dispersa, e ogni disonestà verrà rettificata. “O figli dell’immortalità, anche voi che vivete nelle sfere più alte, la via c’è; c’è la via per uscire da tutta questa oscurità, ed è percependo Colui che è al di là di ogni oscurità, e non c’è altro modo”
Swami Vivekananda - Conferenze sul Raja Yoga (1895-6)
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Mi provarono con delle ragioni convincenti che Dio non esisteva, e gli credetti.
In seguito vidi Dio, poiché Egli arrivò e mi abbracciò. E adesso a chi devo credere, ai ragionamenti degli altri o alla mia stessa esperienza?
Sri Aurobindo - Aforismi
Il problema principale è che pensate con le parole, ma queste parole sono vuote di ogni significato; quasi sempre sono solo parole – parlate del Divino, parlate del Supremo, parlate dello Yoga, dite tante cose; ma, tutto ciò, corrisponde nella vostra testa a qualcosa di concreto, a un pensiero, a un sentire, a una chiara idea, a un’esperienza? O sono solo parole? […]
Qui parliamo di Yoga ma da un’altra parte si direbbe diversamente: “Sto cercando la mia raison d’être”, e così via. Quelli che hanno un’inclinazione religiosa diranno: “Voglio trovare la Presenza divina”. Ci sono cinquanta modi di dire la stessa cosa ma è la COSA che è importante; dovete sentirla nella vostra testa, nel vostro cuore, dappertutto.
Dev’essere concreta, vivente, altrimenti non potete avanzare. Dovete uscirvene dalle parole ed entrare in azione – entrare nell’esperienza, viverla.
Mère - Domande e risposte (1951)