AUROBINDO YOGA SADHANA
Febbraio 2025
18 Febbraio 2025
Il 18 febbraio
ricorre l'anniversario
della nascita
di Sri Ramakrishna
Ramakrishna (1836 – 1886) era un sacerdote in un tempio della dea Kali.
Kali non è una divinità facile da adorare. È la forza dei mondi occulti. Il suo potere lavora dietro a tutte le forme manifestate.
Ella annienta chi fa il male e chi odia le divinità. È severa con tutti quelli che ricorrono alla falsità, alla malignità e all’oscurantismo.
Da grande adoratore qual era, Ramakrishna sapeva che la potenza di Kali distrugge tutte le impurità. Il Suo potere trasforma le forze perverse in docili operatori di verità.
Ella impartisce la conoscenza agli illetterati. Protegge e ama quelli che cercano rifugio in Lei. Mostra agli uomini la bellezza, la conoscenza e il potere di azione divini.
Ramakrishna trattava l’immagine della dea, fatta di materia, come un essere vivente. Era solito parlarle e attendere i suoi responsi. Offrire cibo all’immagine della dea era diventato parte della sua adorazione. Considerava la divinità come la Madre di tutte le creature viventi.
Il suo sentimento per la presenza divina era così forte che spesso scivolava in trance. Entrare in trance era un avvenimento normale nella sua vita di sacerdote.
Dichiarò che ciò che la gente chiama Coscienza è la Grande Madre stessa. Ramakrishna espose la sua conoscenza spirituale con epigrammi e parabole.
L’unicità di Ramakrishna fu che egli aveva praticato le varie branche dell’Induismo, l’Islam e il Cristianesimo per esperire la verità che giace in tutte le religioni.
La sua cattolicità, il suo misticismo e il suo fervore spirituale così vasti attirano chiunque, a prescindere dalla sua fede religiosa.
Furono la cultura, l’eloquenza e la forza spirituale di Swami Vivekananda (l’amato discepolo di Ramakrishna) a rendere noti gli insegnamenti del grande maestro al mondo.
La Ramakrishna Mission, fondata da Swami Vivekananda per insegnare la dottrina del Vedanta, è oggi una forza mondiale poiché rende servizio a tutta l’umanità.
Soprattutto, la vita di Ramakrishna provò che l’adorazione è un mezzo eccellente per il progresso spirituale.
Sri Ranajit
কি আমীর কি ফকির কি হিন্দু যবন |
যে লভে ঈশ্বর প্রেম সেই মহাজন ||
Qualunque sia la sua posizione sociale, religione o reputazione, se riceve l’amore di Dio, egli diventa il più fortunato
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[L'aspetto della dea Kali, così raccapricciante per il benpensante, per il devoto rappresenta il più profondo animo femminile della Natura messo a nudo, distruttivo da un lato, amorevole dall'altro.
Kali è la forza della Natura che combatte e sbaraglia ogni ostacolo che si frapponga alla vera realizzazione del piano cosmico divino, l'emergere della coscienza spirituale sulla Terra.
Viene raffigurata nell'atto di brandire nella mano superiore sinistra una sorta di sciabola con cui sgomina i nemici del progresso spirituale [gli asura, le forze egoistiche]; nella mano inferiore sinistra tiene invece per i capelli uno di questi nemici fatto a pezzi. Al collo ancora si adorna di una ghirlanda fatta delle loro teste mozzate.
Kali però non è soltanto una guerriera indomita, è anche una madre sollecita, immediatamente pronta a venire in nostro aiuto: la mano in alto a destra compie il gesto (abhaya mudra) che rassicura l'aspirante sincero, la mano inferiore destra è protesa a dispensare generosamente i suoi benefici (varada mudra).
Ella nel poggiare il suo piede destro su Shiva tira fuori la lingua. Ciò sta a indicare che Kali, la forza della Natura inebriata dalla sua battagliera marcia evolutiva, una volta che si reimbatte sul suo eterno consorte Shiva (lo Spirito), finalmente può placarsi e tornare in sé.]
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Già nel 1908, quando era uno dei leader indiscussi del movimento rivoluzionario indiano contro l'Impero Britannico, Sri Aurobindo aveva colto i segni e aveva visto in atto le forze che quarant’anni più tardi avrebbero portato alla liberazione dell’India. Il vero cambiamento, anche come nazione, non è il frutto di continui escamotage, bensì inizia soltanto dalla riscoperta della propria anima più autentica. Così si esprimeva, a proposito di Sri Ramakrishna, durante un discorso pubblico tenuto a Bombay, di fronte a una vasta platea:
"L’uomo che ha avuto la più grande influenza e che più ha fatto per riformare il Bengala non era in grado di leggere o di scrivere una singola parola. È stato un uomo che, secondo il pensare comune, si potrebbe definire un buono a nulla...
Era un uomo senza educazione intellettuale, un uomo che l’indiano anglicizzato definirebbe di nessuna utilità per la società. Di lui direbbe: 'Quest’uomo è un ignorante, che ne può sapere? Che cosa può insegnare a me, che ho ricevuto dall’occidente tutto quello che ha da insegnare?'
Ma Dio sapeva cosa stava facendo. Mandò quest’uomo in Bengala e lo fece stabilire nel tempio di Dakshineswar a Calcutta; da Nord e da Sud, da Est e da Ovest, gli uomini più istruiti, quelli che erano il vanto delle Università, che avevano studiato tutto quello che l’Europa poteva insegnare, giunsero per prostrarsi ai piedi di questo asceta. L’opera di salvezza, l’opera del risorgimento dell’India era iniziata."